Patent Troll, piccola vittoria per Apple

Per tentare di frenare il fenomeni dei patent troll, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che le società statunitensi possono avviare una causa legale per violazione di brevetti solo nella giurisdizione di competenza dell’azienda accusata.

Questa storica decisione è molto positiva per Apple, che spesso si è trovata ad affrontare le cause di violazione di brevetti nella giurisdizione del Texas, molto più propensa a tutelare le “holding” di brevetti. Ad esempio, due tribunali del Texas hanno condannato Apple a pagare 532 milioni di dollari nel 2015 a favore della Smarflash, e 22 milioni di dollari nel 2016 a favore della Acacia Research, entrambe veri e propri patent troll.

I giudici californiani, invece, tendono a tutelare maggiormente le grandi aziende da queste società che nascono e proliferano tentando di brevettare qualsiasi cosa per poi portare in giudizio una o più multinazionali. Da oggi in poi, le cause per violazione di brevetti che vedono come accusata Apple saranno discusse in California.

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